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Cessioni di partecipazioni italiane da parte di holding estere: un caso studio  interessante

16 Maggio 2024

A  PARTIRE DAL 2024 E’ STATO ESTESO IL REGIME PEX ALLE IMPRESE NON RESIDENTI

Vari imprenditori, anche clienti dello studio, detengono società commerciali italiane attraverso holding incorporate in paesi terzi.

Cosa succede dal punto di vista fiscale quando la holding non residente vende la propria partecipazione nella società italiana? Come viene tassata l’eventuale plusvalenza?

E’ un caso frequente nell’ambito dell riorganizzazioni aziendali che merita di essere approfondito.

La legge di Bilancio 2024 ha introdotto un nuovo regime di “partecipation exemption” (noto ai più come PEX) per le plusvalenze su partecipazioni realizzate da soggetti non residenti.

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La norma ha esteso, a determinate condizioni, il regime PEX già esistente per le imprese italiane anche alle plusvalenze derivanti dalle cessioni da parte di soggetti non residenti di partecipazioni che risultino imponibili in Italia.

Le plusvalenze realizzate da società non residenti senza stabile organizzazione italiana sono esenti dalla formazione del reddito per il 95% del relativo ammontare (quindi sono imponibili solo sul 5% del valore della plusvalenza) se sono rispettati i requisiti previsti dall’art. 87 co. 1 del TUIR:

  • ininterrotto possesso della partecipazione dal primo giorno del dodicesimo mese precedente a quello dell’avvenuta cessione;
  • iscrizione della partecipazione tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso;
  • residenza fiscale della società partecipata in Stati o territori diversi da quelli a fiscalità privilegiata;
  • esercizio da parte della società partecipata di un’impresa commerciale.

Perché la nuova norma trovi applicazione, è necessario che:

  • la partecipata non sia una società semplice oppure una società a regime fiscale privilegiato;
  • il cedente sia una società o un ente commerciale soggetto a un’imposta sulle società in uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo;
  • le partecipazioni siano qualificate ai sensi dell’art. 67 co. 1 lett. c) del TUIR.

La norma è applicabile quando la plusvalenza è assoggettata a tassazione anche in Italia:

  • quindi quando è assente una Convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia ed il paese di residenza del cedente,
  • quando gli Stati le cui Convenzioni con l’Italia prevedano la tassazione concorrente.

Considerato che l’ambito applicazione circoscrive i cedenti ai soggetti residenti nell’UE o nello SEE, pare che questa disposizione riguardi solamente la Francia.

Rispetto alla disciplina PEX applicabile alle società residenti, la nuova norma prevede alcune differenze, dovute principalmente al fatto che le plusvalenze su partecipazioni conseguite dai soggetti non residenti costituiscono redditi diversi e sono assoggettate a tassazione separata, come previsto dalla norma nazionale.

Le plusvalenze imponibili sono determinate secondo i criteri dell’art. 68 TUIR e assoggettate ad imposizione sostitutiva con aliquota del 26% sul 5% del loro ammontare, con una tassazione effettiva dell’1,3%, differente dall’1,2% (24% IRES sul 5%) che graverebbe su imprese residenti in Italia.

Sulla base di quanto spiegato nelle righe precedenti, proponiamo quindi un semplice esempio.

Una holding francese detiene da 2 anni il 100% delle quote di una Srl italiana attiva nel campo del commercio, il cui valore ammonta a 100. 

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In seguito ad un’offerta interessante la holding decide di cedere ad un soggetto terzo la propria partecipazione per un importo pari a 200.

La plusvalenza così realizzata è pari a 100, dato da 200 (prezzo di vendita) – 100 (valore di bilancio della partecipazione).

Sulla base della nuova norma, recentemente introdotta, a partire dal 2024 la plusvalenza di 100 sconterà la seguente tassazione:

  • 100 x 5% = 5 base imponibile;
  • 5 x 26% = 1,3 imposta da versare.

Sul piano degli adempimenti, la liquidazione dell’imposta sostitutiva va effettuata dal socio non residente in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi mediante la complicazione del quadro RT.

La norma è applicabile alle plusvalenze realizzate a partire dal 2024.

La complessità dell’applicazione di questo regime deriva dal fatto che vanno combinate la norma nazionale con la corretta lettura delle convenzioni contro le doppie imposizioni.

Per maggiori informazioni ed una pianificazione fiscale attenta alle normative nazionali ed internazionali, non esitare a prenotare una consulenza.

Wish You All The Very Best

Luca Taglialatela 

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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