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La Tua Cittadinanza e il Tuo Passaporto Non Valgono Nulla

27 Marzo 2018
In questo report scoprirai perché la tua cittadinanza e il tuo passaporto sono considerati carta straccia dal tuo governo e perché ti serve un secondo passaporto

secondo passaporto

Report scritto nell’aprile 2016 su SecondoPassaporto.it e ripubblicato qui.

Quando dico che la tua cittadinanza non vale un bel nulla e che viene svenduta dal tuo governo in ogni possibile occasione intendo appunto dire quanto hai capito: la tua cittadinanza non vale niente!

Abbiamo avuto un’altra prova di ciò nei fatti accaduti recentemente in Germania.

In questi giorni la cancelliera tedesca Angela Merkel ha appena dovuto cedere alle pressioni del governo turco di procedere con una azione penale contro un comico cittadino tedesco che si era permesso di crititcare il presidente turco, Erdogan. Tale richiesta sarebbe stata inammissibile in circostanze normali, ma una serie di eventi ha permesso al governo turco di fare pressioni e infine di averla vinta

Il fatto è il seguente: il comico tedesco Jan Böhmermann durante la trasmissione satirica andata in onda in Germania il 31 marzo sulla televisione pubblica ZDF aveva letto una poesia in cui, tra le altre cose, suggeriva che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan facesse sesso con le capre e guardasse film pedopornografici mentre si diverte a “reprimere le minoranze, prendere a calci i curdi e picchiare i cristiani”.

A quel punto il presidente turco, nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche (quindi non come privato cittadino turco) ha sporto denuncia contro il comico. In pratica è come se la Francia denunciasse il comico Crozza di imitare male il presidente Hollande.

Chi mastica qualcosa di diritto pubblico internazionale sa benissimo che gli affari tra gli Stati vengono gestiti dagli Stati appunto, non tramite gli istituti di diritto privato.

E infatti nella questione è intervenuto subito il Ministero degli Esteri tedesco che è deputato appunto a intrattenere i rapporti con gli altri Stati.

Ripetiamolo, la magistratuta tedesca non ha alcun titolo per parlare con uno Stato estero. E’ come se il sindaco di Molfetta andasse negli USA a prendere accordi con Obama a nome dell’Italia per un intervento bellico in Libia.

Per esempio le multe stradali non possono essere inviate alle Ambasciate straniere perché sarebbe come multare uno Stato straniero. L’unico organo deputato a parlare con un altro Stato è l’organo esecutivo (il governo).

Infatti la Premier tedesca si è assunta l’onere di risolvere la questione poiché si trattava di una richiesta di uno Stato estero (la Turchia) che voleva punire il cittadino tedesco (Jan Böhmermann) per aver offeso una carica pubblica turca.

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Sebbene la Merkel abbia preso in considerazione la questione sappiamo che una richiesta del genere, in circostanze normali, sarebbe stata rifiutata.

Ma in Germania c’è una legge ottocentesca che proibisce a qualsiasi cittadino tedesco di offendere un capo di Stato straniero. E’ una norma che risale ai tempi dell’unità tedesca, quando Bismarck era talmente impegnato a costruire la Germania Unita che non poteva permettersi che un tedesco qualsiasi potesse mettere in imbarazzo la delicata rete diplomatica europea che aveva costruito con tanta fatica.

Quindi oggi la Merkel si è trovata di fronte a questo imbarazzante dilemma: proteggere un cittadino tedesco dalle folli pretese di un governo straniero oppure accontentare un governo straniero che sta salvando l’Europa dalla crisi immigratoria?

La risposta è ovvia, la Merkel ha accettato di procedere penalmente contro il comico tedesco per aver messo in imbarazzo la Germania nei confronti di un altro Stato. La sua motivazione è che c’è una legge da rispettare, ma tutti sappiamo che in altre circostanze non si sarebbe mai sognata di concedere al governo turco di denunciare un comico tedesco per aver fatto semplicemente della satira.

Infatti chi conosce gli avvenimenti di questi giorni ha capito benissimo che la Merkel ha deciso di salvare l’accordo con la Turchia che prevedeva il rimpatrio dei profughi dalla Grecia. Questo è un accordo che sta salvando l’Europa dall’immenso fenomeno immigratorio. Si tratta di un accordo colossale che vede concordi quasi tutti gli Stati europei.

Per salvare un importante accordo internazionale però ha sacrificato la libertà d’espressione di un cittadino tedesco. Non voglio entrare nel merito della questione, ma ciò dimostra un fatto molto semplice: tu sei merce di scambio e il tuo governo ti protegge fino a quando gli conviene.

Gli Stati si scambiano favori in continuazione e un bel giorno tu potresti essere il prossimo.

La cosa più intelligente da fare è di avere la cittadinanza di un altro Stato che, in questo caso, può metterti in salvo. Se questo cittadino tedesco fosse Stato cittadino irlandese avrebbe potuto proteggersi andandosi a fare una villeggiatura a Dublino fino a quando la Germania non fosse uscita da questa delicata fase politica.

Poi il comico sarebbe potuto tornare in Germania appena la Merkel, risolta la crisi dei migranti e non più in debito con la Turchia, fosse stata in grado, di nuovo, di respingere le folli pretese di un governo autoritario come quello turco.

Ricordati che il passaporto e la cittadinanza di un altro paese non ti concedeno l’immunità, ma ti permetteno di difenderti quando sei vittima di questi abusi.

Infatti i rapporti tra gli Stati non si basano sul diritto internazionale come i profani credono. I rapporti tra gli Stati si fondano su un unico principio: il rapporto di forza.

Lo Stato più forte vince!

In questa particolare vicenda lo Stato più forte era proprio la Turchia che aveva appena fatto una grande concessione alla Germania e alla delicata stabilità politica europea, permettendo il rimpatrio dei migranti. Diciamo che la Turchia non ha perso tempo a riscuotere il favore.

Non ho alcun dubbio che in un contesto diverso il Ministero degli esteri tedesco non avrebbe mai concesso l’autorizzazione a procedere contro il comico intaccando il suo diritto di libera espressione.

Se un giorno non vuoi trovarti nella medesima e imbarazzante situazione allora procurati un secondo passaporto.

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Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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