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Dimmi Che Lavoro Fai e Ti Dirò Che Paese Sei

9 Maggio 2017
In questo report scoprirai perché una consulenza seria per il tuo trasferimento di residenza all’estero deve partire dall’analisi (seria) della tua attività economica e perché la stessa soluzione applicata ad un’altra persona potrebbe non andar bene per te (e viceversa). Inoltre, ti spiegherò perché non ogni Paese va bene per qualsiasi attività.

Unicuique Suum diceva il grande Sciascia, che tradotto del latino significa “A ciascuno il suo”.

È un brocardo piuttosto semplice, intuitivo quasi, su cui spesso tutti dovremmo trovarci a riflettere prima di prendere una decisione, soprattutto se si tratta di una decisione complessa e che potrebbe cambiarci la vita radicalmente. Non sono solito affrontare un problema dal punto di vista antropologico o sociologico, non quando scrivo per il mio blog almeno, e anche questa volta mi atterrò a “fatti di business”, nudi e crudi.

E il fatto, nudo e crudo, è che il tuo business, la tua sudata attività economica non è quella di un altro. È la tua. C’è dentro il tuo sangue, quello di chi l’ha gestito o inventato prima di te se l’hai ereditata da un padre o da un nonno, c’è dentro il tuo passato, il presente della tua famiglia e tutte le tue aspettative future. Non quelle di un altro. Le tue. E se le cose vanno male per qualche motivo, a rimetterci sei tu. Non un altro. Adesso arrivo al punto, non preoccuparti. Ma seguimi ancora per un attimo.

Voglio farti però prima due domande.

Quando devi fare una scelta per un acquisto di business, qual è il tuo budget di riferimento? Quello della tua attività oppure ti regoli in base al budget dell’attività di un altro imprenditore?

O ancora, mettiamo che il tuo business sia vendere le mele al mercato. Se uno che vende le pere su un mercato vicino a quello dove lavori tu, ti dice che ha raddoppiato il fatturato grazie a un fertilizzante magico per sole pere che le rende più lucenti e più appetitose, tu che fai? Compri anche tu un fertilizzante per sole pere?

Sono impazzito? Sto facendo esempi paradossali? Non credo. Sto solo analizzando il mercato della consulenza fiscale sul web.

Il web è intasato di consulenti. E questo di per sé è un bene. Uno dei vantaggi della globalizzazione e della digitalizzazione. Vantaggi che io amo e sostengo da sempre. C’è solo un piccolo problema: pare che diventare consulente (nel mio caso fiscale) sul web sia una passeggiata di salute. Pare che il tempo di aprire un blog sia sufficiente a trasformarti in un consulente, anzi “nel” consulente che salverà tutte le aziende e le attività economiche del mondo sulla base delle sue profondissime conoscenze di business e fiscalità (conoscenze di solito frutto di esperienza e vicissitudini delle quali nessuno sa nulla davvero).

Preoccupato della concorrenza? Io? Ma neanche un po’. Preoccupato per te che ti affidi al consulente sbagliato? Si, e molto anche. Ti spiego.

Noto che da un po’ di tempo a questa parte sono moltiplicate le soluzioni legate ai trasferimenti di residenza. Si tratta, nel 99% dei casi, di soluzioni opportunistiche. Di soluzioni cioè che spingono su uno e un solo paese. Ognuno ti propina la “SUA casetta in Canadà”.

C’è che ti dice di andare in Svizzera, perché la Svizzera è bella, perché si pagano poche tasse e perché ti accolgono a braccia aperte. Se poi ti affidi a questa soluzione pare che, grazie a una “graaande esperienza” da imprenditore (ma scusa non avevi detto che facevi il consulente?) entri in un circuito automatico per cui il fatturato raddoppia, paghi ancora meno tasse, se sei single ti trombi mezza Svizzera e se sei sposato tua moglie si trasforma in Brooke Shield di Laguna Blu … e che ti devo dire? Peccato che non sono sposato…

Poi c’è chi ti dice di andare in Croazia, dove il sole splende alto, e qui addirittura le tassa vanno a zero, qui allo Stato non importa proprio nulla di rimpinguare le casse. Gli basta che tu apri la tua società per internazionalizzare il tuo business online. Con un po’ di fortuna magari non ci devi neanche andare davvero. E anche qui tanta esperienza per tutti.

Ancora c’è chi ti dice di andare in Polonia, oppure di non andare, ma di aprire comunque lì un’impresa. Perché se ti affidi a loro puoi far soldi mentre guardi la televisione. Esterovestione? Cfc? Norme antielusive? Macché, affidati a loro e tutto diventerà un lontano ricordo di quando eri costretto a pagare le tasse per accedere ai servizi … bello no?

E più o meno poi ce ne sono due o tre (o molti di più) per ogni paese: da Andorra allo Zimbabwe.

Poi ci sono quelli che ti dicono di capirne di fiscalità internazionale ma che non si fanno vedere in faccia neanche gestissero il narcotraffico internazionale e quelli che ti promettono di farti fuggire le tasse in Italia dove però, guarda caso, loro non ci vivono neanche più ….

Ora io non metto in dubbio la competenza di questi consulenti. Fanno il loro lavoro. Cercano clienti. E per fare questo però non pensano a te. Ti rifaccio le due domande che ti ho fatto prima. Una alla volta. Adesso dovrebbero avere più senso anche per te.

1. Quando devi fare una scelta per un acquisto di business, qual è il tuo budget di riferimento? Quello della tua attività oppure ti regoli in base al budget dell’attività di un altro imprenditore?

Sicuramente ti basi sul tuo di budget, se non sei un folle.

Ora, quando scegli di trasferirti in un paese diverso dall’Italia, o di investirci, ancora una volta ti baserai sulle tue capacità economiche e di spesa e non su quelle di un altro. Dunque il paese che sceglierai come tua destinazione sarà un paese le cui condizioni macro economiche ti permettono di vivere una vita migliore di quella che avevi in Italia. E non peggiore.

Che cosa significa questo? Che non tutti i paesi vanno bene per te. Se il tuo fatturato non sfiora le 200k (a dir poco), la Svizzera non andrà bene per te e per i tuoi figli considerato l’alto costo dei servizi. Se, invece, se un ricco imprenditore e il tuo stile di vita è quello di una rock star non credo che ti recherai a vivere in qualche paesino della Croazia, neanche se ci fosse il mare.

Questi sono solo esempi stupidi per farti riflettere sul fatto che la TUA soluzione è tua e solo tua. Una consulenza seria su un trasferimento di residenza parte dal cliente e NON porta il cliente nel paese del consulente. Perché portare il cliente nel paese del consulente, 9 volte su 10 conviene al consulente e non certo al cliente.

Se nei miei 15 anni di attività avessi suggerito a ricchi imprenditori di andare in Slovenia mi avrebbero preso a calci in faccia. Se, d’altro canto, avessi costretto piccoli imprenditori o piccoli business a spostarsi a Monte Carlo, mi avrebbero citato per danni (anche se probabilmente avrei dovuto prestargli io stesso i soldi dell’avvocato perché rimasti senza un euro dopo pochi anni…).

Ovviamente questo è solo uno dei fattori da analizzare in uno spostamento.

E passiamo alla seconda domanda che ti avevo fatto ad apertura del report.

2. Mettiamo che il tuo business sia vendere le mele al mercato. Se uno che vende le pere su un mercato vicino a quello dove lavori tu ti dice che ha raddoppiato il fatturato grazie a un fertilizzante magico per sole pere che le rende più lucenti e più appetitose, tu che fai? Compri anche tu un fertilizzante per sole pere?

Anche in questo caso, se ti è rimasto un granello di sale in zucca, mi dirai che al massimo considereresti l’idea di cercare un fertilizzante specifico per le mele. Che cosa voglio dire?

Che quello che va bene per un determinato business, potrebbe non andar bene per te.

E ancora una volta, questi consulenti continuano a preoccuparsi solo di loro stessi e non ai danni che arrecano ai clienti portandoli in paesi che non vanno per bene per il loro business.

E qui si aprono scenari infiniti. Che vanno analizzati e ponderati di volta in volta a seconda del business o dell’attività esercitata dal cliente.

Ti faccio un esempio. Se sei un trader e tutti o la maggior parte dei tuoi guadagni derivano da rendite finanziarie, la Svizzera NON fa per te. Ammesso pure che riesci a prendere il permesso di dimora in uno dei cantoni (in bocca al lupo), in Svizzera esiste un’imposta Patrimoniale (chiamata “Imposta preventiva”) del 35%, che rappresenta un forfait a titolo di garanzia dei proventi patrimoniali (come gli interessi o i dividendi). Tale tassa varia a seconda del Cantone e del Comune, che possono applicare delle aliquote supplementari anche su eredità, beni mobili e immobili (ma, formalmente, anche sulle rendite).

Ogni paese ha le sue caratteristiche, da quelle macroscopiche legate alla sua geografia a quelle fiscali che non tutti conoscono.

Ad esempio, è evidente che se hai un’attività logistica (ad esempio commerci in beni ed hai bisogno di un magazzino), probabilmente le Isole Canarie o l’Isola di Malta non sono le location migliori per gestire la tua attività. La rotazione del tuo magazzino ne risentirebbe vivamente. I tempi per le spedizioni aumenterebbero e anche le difficoltà (che si fa se il mare è in tempesta?).

Diversamente, se hai un’attività di servizi legata al web sappi che Malta è considerata la Silicon Valley Europea, e anche Londra riserva grandi sorprese.

Se il tuo fatturato non supera i 100k potresti considerare la Slovena dove andresti a pagare un’aliquota complessiva Iperf + contributi del 10% secca, mica male no?

Se vuoi investire in immobili allora l’Estonia è il posto che cerchi.

Se vuoi investire sui mercati finanziari Cipro e Malta possono offrire grandi occasioni e soddisfazioni. Ma anche il Portogallo non è da scartare.

Se i tuoi ricavi derivano da introiti sui diritti d’autore e da royalties c’è tutto il centro Europa che ti aspetta.

Se vuoi espandere la tua attività commerciale in Asia dovresti valutare di aprire una subholding in Hong Kong piuttosto che una subsidiary direttamente a Pechino.

Che cosa voglio dire con questo. Quello che ti ho già detto: soluzioni che vadano bene per tutti NON esistono. Sono una presa per i fondelli. È necessario esaminare la natura del business, il numero dei soci, il budget dell’imprenditore, avere una conoscenza reale del sistema fiscale italiano e di quello internazionale.

Non si può dare per scontato che un unico paese vada bene per tutti. Un’unica soluzione applicata indistintamente per ogni business o è l’opera di un Dio o è una grossa cazzata.

Poi c’è tutta la questione della competenza e dell’aggiornamento continuo.

Ad esempio, quando ti offrono di andare SOLO in Svizzera, non ti dicono però che è opinione della Commissione europea che determinati regimi di imposizione cantonale delle persone giuridiche, segnatamente delle società holding, d’amministrazione e miste, costituiscano aiuti di stato incompatibili con il buon funzionamento dell’Accordo di libero scambio tra la Svizzera e l’UE del 14.05.1972. La Commissione si aspetta quindi che la Svizzera elimini o modifichi questi regimi, riservandosi nel contempo di proporre misure di salvaguardia.

Potresti perciò trovarti con una holding senza più nessun vantaggio fiscale a breve …

O ancora quando vi offrono SOLO la Polonia e vi dicono che potete lavorare da casa sul divano, durante il derby, in Italia, non vi dicono che anche la Polonia è costretta ad implementare la Direttiva UE ATAD (cosiddetta “Anti Tax Avoidance Directive”) e che quindi non è che puoi aprire la società in Polonia (magari con un amministratore fasullo polacco a cui dai 4 lire …) e poi fare il cazzo che ti pare in Italia.

Essere un consulente fiscale non è abbastanza o, meglio, non vuol dire nulla. Ci vogliono titoli, studio, conoscenze approfondite della fiscalità, esperienza, network e palle. Se al tuo consulente manca anche uno solo di questi requisiti lascia perdere. Fai meglio a fartela da solo la consulenza.

La posta in gioco di un trasferimento è alta. Non metterti in mano a dei ciarlatani.

Dimmi che lavoro fai, dimmi qual è il tuo business e io ti darò la soluzione che fa per te. Cucita addosso a te.

A CIASCUNO IL SUO.

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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