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I Paesi Crypto Friendly del 2024

19 Marzo 2024

Investire in criptovalute è uno dei trend del momento.

Al giorno d’oggi sono vari i soggetti che le accettano come metodo di pagamento ed alcuni paesi le hanno addirittura affiancate alla moneta nazionale come valuta ufficiale.

Questo tipo di investimento costituisce una grande opportunità, ma può comportare anche dei rischi se effettuato senza curarsi delle norme.

Fino a pochi anni fa c’era un enorme buco normativo intorno al mondo delle criptovalute, in particolare non era chiaro se, quando e in che misura le medesime potessero dare origine a tassazione e se fossero oggetto di monitoraggio fiscale.

Ancora oggi, in Italia, molte persone pensano di poter realizzare investimenti in cripto senza essere assoggettati a tassazione, col rischio di subire accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e di dover pagare sanzioni elevate.

A maggior ragione per il fatto che le piattaforme finanziarie sono tenute a comunicare all’amministrazione tributaria gli investimenti detenuti dai cittadini.

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Ma come vengono tassate le plusvalenze da criptovaluta nel nostro paese?

Il regime impositivo delle cripto-attività per i soggetti non imprenditori di cui all’art. 67 co. 1 lett. c-sexies) del TUIR (la cui introduzione è molto recente, in quanto pubblicato nel 2022) prevede che rientrino tra i redditi diversi di natura finanziaria, soggetti ad un’imposta sostitutiva del 26%.

Ad essere tassate sono le plusvalenze che derivano:

  • dal rimborso,
  • dalla cessione a titolo oneroso,
  • dalla permuta
  • dalla detenzione delle cripto-attività.

La norma prevede, inoltre:

  • che tali redditi non sono assoggettati a tassazione se complessivamente inferiori a 2.000 € nel periodo d’imposta;
  • che in ogni caso non costituisce fattispecie fiscalmente rilevante la permuta tra cripto-attività aventi le medesime caratteristiche e funzioni.

Quindi, se realizzi plusvalenze superiori a 2.000 €, tutto il tuo reddito (inclusi i primi 2.000 €) verrà assoggettato a tassazione.

Inoltre, le cripto attività detenute all’estero da un soggetto fiscalmente residente in Italia, sono soggette al monitoraggio fiscale e vanno dichiarate nel quadro RW del modello redditi, insieme agli altri investimenti cross-border.

Cosa succede invece negli altri paesi? E, soprattutto, quali sono i paesi maggiormente cripto – friendly in giro per il mondo?

Esistono diversi paesi considerati cripto-friendly, che, a determinate condizioni, non impongono tassazione sui capital gains da valute virtuali. Tra questi possiamo trovare Malta, Singapore, le Bermuda, il Portogallo e la Svizzera.

Ecco una breve carrellata delle principali giurisdizioni.

Germania: non certo un paradiso fiscale, ma non impone tassazione dei capital gains sul cripto detenute per più di un anno, andando quindi a privilegiare i cosiddetti investitori non professionali.

Portogallo: una delle nostre destinazioni preferite, la quale, pur non consentendo più di beneficiare del regime NHR come lo conoscevamo noi, al pari della Germania non tassa le plusvalenze su cripto monete detenute per almeno un anno.

Singapore: qui parliamo di un vero e proprio paradiso fiscale, che non tassa in nessuna misura i capital gains.

Malta: oltre ad essere una delle giurisdizioni leader nella pianificazione fiscale internazionale, permette all’investitore che non opera come trader professionista di esentare da tassazione le plusvalenze a lungo termine.

El Salvador: questo piccolo paese centro americano, governato dal carismatico ma anche discusso Nayib Bukele, è stato il primo paese al mondo ad adottare il Bitcoin come valuta legale.

Georgia: oltre a non prevedere tassazione sulle plusvalenze, questo paese offre vantaggi fiscali per i miners e ha incoraggiato attivamente la tecnologia blockchain, consolidando ulteriormente la sua posizione di hub per le attività legate alle valute digitali.

Bielorussia: non sarà la prima opzione per via della sua situazione geopolitica, ma fin dal 2018, l’estrazione, l’acquisto e la vendita di criptovaluta sono trattati come un investimento personale e saranno esenti da imposte fino al 2025 sia per i privati che per le imprese.

Malaysia: come altri stati nella nostra lista, esenta da tassazione i capital gains su cripto detenute per almeno un anno.

Svizzera: si è guadagnata il soprannome di “cripto-valley” per aver promosso l’uso e lo sviluppo della tecnologia blockchain. Inoltre, la Confederazione Elvetica non tassa i capital gains di coloro che non operano come trader professionisti.

Slovenia: anche in questo caso il concetto alla base dell’esenzione è la non professionalità dell’attività di trading.

Hong Kong: non tassa le plusvalenze da investimento.

Bermuda: oltre ad accettare l’uso delle valute virtuali come legale metodo di pagamento, questo atollo caraibico non impone alcuna tassazione sui redditi di nessun tipo.

Vanuatu: altro atollo, questa volta nel Pacifico, non lungi dalle coste australiano, questo paese non solamente non applica imposizione sui redditi, ma concede la cittadinanza in cambio di un pagamento in Bitcoins.

Gibilterra: non tassa le plusvalenze da investimento ed applica un tax rate favorevole ai trader professionisti.

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Come avrete potuto notare dall’ampia lista di cui sopra, le opportunità non mancano ed i paesi che offrono degli incentivi interessanti sono molti, in particolare a confronto dell’esenzione di 2.000 € che consente l’Italia.

In un mondo nel quale ogni informazione è condivisa tra le varie amministrazioni finanziarie, questi vantaggi devono essere sfruttati in maniera consapevole, tenendo conto delle implicazioni e dei rischi fiscali, che solamente un consulente preparato e con esperienza in campo di fiscalità internazionale può fornire.

In caso contrario, agendo disinformati, il rischio è quello di operare in modo non compliant con le normative e di incorrere in sanzioni potenzialmente elevate.

Io te l’ho detto! Adesso non hai più scuse, è tempo di fare le valigie. 

Per andare dove… te lo dico in consulenza ;)

Wish you all the very best

Luca Taglialatela 

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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