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Non Evadere le Tasse, Trasferisci Legalmente la Residenza Fiscale all’Estero!

29 Luglio 2015
In questo report capirai perché è stupido evadere le tasse. E' meglio trasferire la residenza legalmente all’estero e regolarizzare la propria posizione agli occhi del Fisco italiano.

non evadere le tasse

L’Italia è un paese con i livelli di tassazione più elevati al mondo (secondo le stime della Fondazione dottori commercialisti è il primo in assoluto). Sappiamo bene che tutte queste tasse sono ingiuste e ammazzano le imprese. Molte di queste imprese sarebbero in attivo se non dovessero fare fronte a questo ammontare crescente di imposte. Quindi molti imprenditori hanno pensato di eludere il fisco per riuscire a sopravvivere. Questa è la situazione in cui si trova l’Italia oggi.

Dal punto di vista morale l’idea di non pagare le tasse per sopravvivere è condivisa da diversi pensatori liberali americani che hanno teorizzato che per combattere uno stato sanguisuga bisogna evitare di pagare le tasse. Lasciamo queste riflessioni ai pensatori, ai politici e ai filosofi.

Qui non stiamo a fare discorsi filosofici o politici. Qui siamo tributaristi professionisti e l’unica cosa che ci interessa è la normativa esistente.

La normativa esistente non ti permette di eludere il fisco, pena sanzioni molto pesanti sia dal punto di vista pecunario che penale. Se le tasse sono troppo alte, questo è un problema politico. Dovresti entrare in un partito politico e cercare di farle abbassare. Ma sinceramente non ti consiglio di immetterti in questa strada contorta e molto lunga.

La vera e unica soluzione radicale e perfettamente legale al problema delle tasse alte è quella di trasferirsi all’estero, magari in un paese limitrofo all’Italia con una tassazione agevolata.

Evadere le Tasse: ti senti veramente in una botte di ferro nel farlo?

Molti imprenditori e professionisti italiani credono di poter evadere le tasse ancora a lungo. Eppure non si sono resi conto che le contromisure dell’Agenzia delle Entrate sono sempre più efficaci sia dal punto di vista microeconomico che macroeconomico.

Dal punto di vista microeconomico sono state create misure volte a ridurre la possibilità di circolazione di moneta. Per esempio i pagamenti in contanti non possono superare una certa soglia. Infatti possiamo effettuare e ricevere pagamenti in contante fino a 999,99 euro senza violare alcuna norma. Sopra tale soglia, invece, si entra in un’area di allerta, determinata dalla volontà del legislatore di ridurre la possibilità di evadere le tasse.

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Ma non è finita qui, ci sono proposte di legge volte ad abbassare ulteriormente la soglia dei 999 euro. Che ci riescano o meno è poco importante. Quello che ti deve preoccupare, se evadi le tasse, è che la volontà di abbattere il fenomeno è molto forte. Prima o poi ti acchiappano.

Ci sono addirittura possibilità che tu debba giustificare il modo in cui hai speso il denaro preso dal bancomat e se hai la partita IVA devi conservare gli scontrini fiscali. Questo è un tentativo dell’Agenzia delle entrate di sfruttare alcuni codicilli della normativa esistente che è stato denunciato da alcuni quotidiani nazionali.

Tutto questo per dire che non siamo più negli anni ‘80 dove potevi agire in maniera pressoché indisturbata. Oggi non puoi permetterti un tale comportamento illegale. Devi fare le cose alla luce del sole.

Inoltre le contromisure si stanno facendo più severe anche a livello macroeconomico. Per esempio il segreto bancario è preso di mira dall’OCSE e sta scomparendo in tutta Europa…. e non solo.

La breccia nel segreto bancario

Lo scambio sistematico di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli stati dell’Unione Europea e dei suoi partner (tra cui la Svizzera) è un fatto acquisito. In pratica se ti rechi in Svezia e depositi del denaro in una banca svedese, le autorità svedesi forniscono le coordinate bancarie del tuo conto corrente a quelle italiane. Senza nemmeno che le autorità italiane ne facciano richiesta. Questo per farti capire quanto sia stupido cercare di violare la legge.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea negli ultimi anni si sono decisi a sferrare un colpo mortale al fenomeno del segreto bancario. Infatti il denaro non dichiarato e nascosto nelle banche offshore che mantengono il segreto bancario è diventato un fenomeno troppo diffuso per passare inosservato: i fondi piazziati offshore raggiungono i 7000 miliardi di dollari, di cui 2.300 in Svizzera. M è cominciato il contrattacco!

Una prima breccia al segreto bancario è stato sferrato quando UBS ha ceduto alle pressioni del governo americano che gli chiedeva informazioni su 300 dei suoi clienti, dietro la minaccia di vedersi revocata la licenza negli USA. Dopodiché il tesoro americano ha richiesto informazioni bancarie su altri 52.000 americani che possedevano conti per l’ammontare di 15 miliardi e la battaglia è ancora aperta.

Le liste degli Stati non cooperativi

L’OCSE ogni anno redige una lista dei paesi non cooperativi nello scambio di informazioni bancarie. L’OCSE tiene conto del numero di accordi bilaterali sullo scambio delle informazioni fiscali. Se il numero di tali accordi è inferiore a 12 il paese è etichettato come “non cooperativo”. Inoltre vengono applicati altri criteri per determinare se un paese è un paradiso bancario o meno. Alcuni di questi criteri sono: la presenza del segreto bancario, assenza di trasparenza nei movimenti finanziari, assenza di scambio di informazioni a fini giudiziari con le altre amministrazioni.

Da quando l’OCSE ha preso delle contromisure molti paesi si sono adeguati in materia di trasparenza e di scambio di informazioni. Soprattutto in Europa quasi tutti i paradisi bancari si stanno adeguando a queste misure.

L’OCSE aveva redatto 3 liste a seconda dell’assenza di trasparenza (lista nera, grigio scuro e grigio chiaro). Le misure dell’OCSE sono state talmente convincenti che dal 2011 tutti gli Stati che erano nella lista nera ne sono usciti adeguandosi alle richieste dell’OCSE ed entrando nella lista grigia.

Dal gennaio 2011 la lista nera era già praticamente vuota! Questo per farti capire che gli Stati non scherzano con gli evasori fiscali e che conviene restare nell’ambito della legalità. L’unico modo legale ad oggi per ridurre la tassazione è quello di trasferirsi in un paese con una bassa tassazione.

Inoltre dal primo gennaio 2015 il Lussemburgo ha rinunciato al segreto bancario e seguirà anche l’Austria. Senza contare che la Svizzera ha già firmato una convenzione OCSE sulla collaborazione con le amministrazioni fiscali di altri paesi ed entro il 2017 dovrebbe rinunciare al segreto bancario. Insomma evadere le tasse è diventato davvero stupido oltre che illegale.

Comincia ad essere più chiaro il quadro?

Cosa devi fare tu?

Ora, tu hai la scelta di partecipare a questa battaglia tra Stato ed evasori che si protarrà per lungo tempo con il rischio di perdere la guerra  e passare il resto dei tuoi giorni a pagare cartelle di Equitalia e le parcelle degli avvocati. Tutto questo perché hai cercato di evadere le tasse.

In alternativa puoi estraniarti pacificamente da questa guerra, vivere in tranquillità, con la coscienza a posto e pagando poche tasse.

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Cosa scegli?

La soluzione di trasferimento sicuro è oggi l’unica via possibile per mettere al sicuro il proprio patrimonio in maniera legale, risparmiare sulle tasse e non violare la legge di nessuno stato.

Infatti se vivi in uno Stato con una tassazione agevolata pagheresti poche tasse in maniera perfettamente legale. E’ la soluzione ideale anche perché non ti impedisce di avere e gestire i clienti in Italia.

In pratica non perdi nulla, legalizzi la tua situazione, paghi poche tasse e continui a portare avanti il tuo business.

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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