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Restare in Italia o trasferirsi all’estero?

4 Maggio 2024

Quando è il momento di lasciare l’Italia?

Quando è il momento in cui dovresti guardarti allo specchio e dire:

adesso basta, me ne devo andare! È arrivato il momento, non ce la faccio più.”

Ecco, il mio consiglio è quello di evitare di arrivare a quel punto, cerca di andartene un attimo prima.

Non esiste un momento giusto o sbagliato per andare via dall’Italia e soprattutto non devi pensare soltanto alle tasse.

Ovviamente è chiaro che sotto un profilo tecnico e meramente fiscale il mio consiglio è quello di aspettare di superare la soglia del forfettario, perché soprattutto se sei all’inizio non ha senso lasciare immediatamente il paese se il tuo unico obiettivo è quello di risparmiare sulle tasse.

Puoi serenamente risparmiare sulle tasse con un trasferimento di residenza come ho fatto io 10 anni fa: da un giorno all’altro ho raddoppiato il fatturato perché son passato dal pagare il 50% di tasse allo zero.

Allora ha senso, ma avevo già un business avviato, avevo già vissuto 10 anni in Italia e sapevo che cosa stavo lasciando.

In ogni caso la prima regola è non pensare solo al risparmio fiscale, ma pensare alla qualità della vita a cui vai incontro.

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Quindi se sei estremamente insoddisfatto non solo della pressione fiscale ma anche della qualità della vita e quindi di quello che fai da quando ti svegli a quando vai a dormire…

se non ti soddisfa la tua vita affettiva…

se non ti soddisfa la tua vita familiare e soprattutto la tua sociale e lavorativa…

Allora forse è il caso di fare un passo al di là del confine.

Rendiamoci sempre conto che il trasferimento è sempre reversibile.

Quando io mi sposto per andare a vivere in un altro paese, quando io trasferisco la mia residenza fiscale effettivamente in un altro paese posso sempre tornare indietro.

Un trasferimento di per sé non è né definitivo, né la fine del mondo.

Il punto è però andare, soprattutto con il primo trasferimento.

Questo è il mio consiglio: cercare di trovare un nesso culturale o comunque un interesse nel paese in cui vado a ristabilire il mio domicilio perché chiaramente a livello personale è più facile ricrearsi un circolo sociale affettivo in un posto che ti piace e dove pensi che ti potresti trovare bene.

Anche a livello fiscale diventa poi più facile, se ti dovesse arrivare un accertamento, dimostrare che il tuo centro degli interessi è stato effettivamente spostato in quest’altro Paese.

Il trasferimento di residenza ruota tutto intorno al centro degli interessi effettivi.

Quando ti sei stabilizzato, hai ridomiciliato in qualche modo i tuoi interessi, hai preso un nuovo affitto a disposizione, hai delle nuove utenze, ti sei iscritto in palestra e hai fatto un po’ di amici allora è il caso di ricominciare a guardarsi intorno.

No, non sono pazzo: è sempre il momento di uscire dalla propria comfort zone.

Quindi anche aver trovato un nuovo posto non vuol dire che poi ci devo rimanere per sempre.

Il concetto fondamentale che ti voglio trasmettere è questo: andare via dall’Italia, non vuol dire che devi andare via per sempre dall’Italia.

Tuttavia, ti permette di guadagnare il doppio nella metà del tempo se sei bravo e chiaramente hai un business che sai far girare.

Questa strategia ti permette di accumulare un patrimonio che per esempio in 10 anni non riusciresti ad accumulare in Italia: ce ne vorrebbero 20, 30 di anni a parità di di pressione fiscale.

E quindi tu puoi girare il mondo, cominciare a capire che cosa c’è là fuori per te e se fa al caso tuo, comparare nuovi paesi con il vecchio paese e poi prendere la tua decisione su dove andare.

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Consigli per il primo trasferimento di residenza fiscale

Per un primo trasferimento di residenza, se sei all’inizio ti consiglio sicuramente un paese dell’Unione Europea.

Non consiglio mai a un nuovo cliente, soprattutto se giovane, di trasferirsi in un paese extra UE, soprattutto se appunto è al primo trasferimento, perché chiaramente lo strappo in quel caso potrebbe essere più pesante.

Mentre un trasferimento in un paese UE è molto più semplice sia per la vicinanza all’Italia, perché di base con 3 ore di aereo puoi coprire l’intero territorio dell’Unione Europea, sia nuovamente sotto un profilo fiscale è più semplice.

Per il semplice fatto di essere un cittadino dell’Unione Europea diventa più semplice evitare di dover richiedere visti.

Se vado a vivere in Paraguay, se vado a vivere in Brasile, se vado a vivere a Dubai o se vado a vivere in Thailandia, ho bisogno di una serie di visti che burocraticamente possono darmi dei fastidi.

Ricorda che intanto è importante fare il primo passo quando si è economicamente in grado di farlo.

Un trasferimento non è mai irreversibile: ti permette di accumulare denaro e patrimonio così tornerai in Italia a goderti la bella vita sulle nostre spiagge.

Se vuoi sapere dove andare o ricevere consigli sui trasferimenti di residenze sulle pianificazioni fiscali, affidati ad un professionista competente che ti accompagni in ogni passaggio.

Wish You All The Very Best

Luca Taglialatela

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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