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Sistema Fiscale Spagnolo: tutto quello che devi sapere

27 Gennaio 2024

La Spagna è una delle mete più ambite per i trasferimenti internazionali e non solo per il clima accogliente e per l’affinità culturale con l’Italia.

A livello fiscale, con un’adeguata pianificazione, la Spagna può offrire grandi vantaggi che, sommati agli aspetti ambientali e culturali, ne possono fare la destinazione ideale per la tua prossima relocation.

A maggior ragione con l’eliminazione del regime NHR in Portogallo, il vicino “grande” nella penisola iberica acquisisce motivi di interesse.

Ma come è strutturato il sistema tributario spagnolo? 

A grandi linee assomiglia a quello italiano, con un’imposizione a livello statale ed una a livello di comunità autonoma (con delle specie di addizionali regionali).

Per le persone fisiche fiscalmente residenti in Spagna è prevista una tassazione worldwide ordinaria a scaglioni, attraverso l’IRPF  (impuesto sobre la renta de las personas fisicas) con aliquote progressive che variano dal 19% al 45%.

Anche i redditi di capitale e gli interessi sono soggetti ad imposizione progressiva, con scaglioni che vanno dal 19% al 28%.

Per essere considerati fiscalmente residenti in Spagna bisogna:

  • risiedere per più di 183 giorni durante l’anno solare;
  • oppure aver stabilito in Spagna il centro dei propri interessi economici o la propria attività imprenditoriale o professionale. 
  • Inoltre esiste una presunzione relativa, in base alla quale è considerato fiscalmente residente colui il cui coniuge (non legalmente separato) ed i cui figli minori risiedono in Spagna.

Per i soggetti non fiscalmente residenti in Spagna, qualora non sia presente ( o non sia applicabile) una convenzione contro le doppie imposizioni con il paese di residenza del percettore del reddito (come nel caso della Danimarca o dell’Honduras), si applica l’IRNR (impuesto sobre la renta de los no residentes), per i soli redditi di fonte spagnola.

L’aliquota generale è del 19% se il soggetto è fiscalmente residente in un paese dell’UE e dello SEE o del 24% negli altri casi.

Per i redditi di capitale e gli interessi, l’aliquota è del 19%.

Fino a questo punto nulla di particolarmente attrattivo, ma esiste un regime agevolato per i neo residenti estremamente incentivante nel caso in cui volessi trasferirti.

Il Régimen especial impatriados, detto anche Ley Beckham in onore del celebre calciatore inglese, modificato a partire dal 1° Gennaio 2023, consente di aderire ad un sistema di tassazione opzionale a quei soggetti che non sono stati fiscalmente residenti in Spagna nei precedenti cinque anni e che ivi trasferiscono la propria residenza come conseguenza:

·  di un contratto di lavoro (al ricorrere di determinate condizioni anche smart working);

·  dell’assunzione della carica di amministratore;

·  dell’inizio di un’attività imprenditoriale;

·  dell’inizio di un’attività di lavoro autonomo (al ricorrere di determinate condizioni).

L’art 93 de la Ley IRPF prevede, a partire del periodo in cui si aderisce e per i successivi 5 anni, una flat tax del 24% per i redditi da lavoro ed imprenditoriali prodotti in Spagna fino a un tetto di 600.000 €, superata tale soglia l’aliquota sarà quella massima del sistema fiscale spagnolo, ossia il 47%.

Per i redditi da capitale e diversi, sempre che siano prodotti in Spagna, applicano una serie di aliquote progressive che vanno dal 19 al 28%.

Il più grande incentivo offerto dal regime, che ricordiamo essere opzionale (per redditi particolarmente bassi non conviene), prevede l’esclusione dalla tassazione in Spagna di tutti i redditi di fonte estera, oltre alla non applicazione dell’imposta patrimoniale (che invece grava sul patrimonio netto dei residenti con aliquote che vanno dallo 0,2% al 3,5%).. 

Questo significa, ad esempio, che qualora ricevessi un dividendo da un paese terzo, questo non subirebbe alcuna tassazione in Spagna.

Una simile agevolazione, se oggetto di adeguata pianificazione, magari con l’incorporazione di una holding in una paese che non applica ritenute outbound, può portare all’azzeramento del carico fiscale sui tuoi passive incomes.

Inoltre, possono aderire al regime, sempre che rispettino le condizioni imposte dalla legge, il coniuge ed i figli minori di 25 anni.

Per quanto riguarda le società, invece, si applica l’IS (Impuesto sobre sociedades), con un’aliquota del 25%. Tuttavia, per le entità di nuova costituzione, per i primi due anni di base imponibile positiva, si applica un’aliquota ridotta del 15%.

Menzione a parte meritano le Isole Canarie, territorio insulare spagnolo situato nell’Oceano Atlantico all’altezza del Marocco.

Questa comunità autonoma, composta da sette isole,  oltre ad essere una rinomata meta di vacanze, gode di alcuni vantaggi fiscali, in ragione della sua posizione “ultra periferica” .

Prima di tutto, pur rientrando nell’ambito dell’Unione Doganale Europea, le Canarie non applicano l’IVA (la cui aliquota standard in Spagna è del 21%), bensì l’IGIC (impuesto general indirecto canario), la cui aliquota standard è decisamente inferiore, attestandosi al 7%.

In secondo luogo, in quanto ad imposizione diretta, uno degli incentivi fiscali più significativi per le imprese localizzate nelle Canarie è la ZEC (Zona Especial Canaria), una zona a bassa tassazione che è stata istituita per promuovere l’investimento economico e lo sviluppo delle isole. Le imprese che operano nella ZEC possono beneficiare di un’aliquota d’imposta sul reddito delle società ridotto al 4% (invece del 25% dell’IS), ma solo a condizione che vengano rispettati due requisiti legati alla necessità di:

  • creare almeno cinque posti di lavoro nel primo anno di attività,
  • investire un minimo di 100.000 euro in attività fisiche e materiali nelle Canarie.

Un altro importante incentivo fiscale per le imprese nelle Canarie, la cui applicazione è decisamente meno impegnativa, è la RIC (Reserva Para Inversión En Canarias). Tale misura permette alle imprese di detrarre dal reddito imponibile della società fino al 90% degli utili reinvestiti nelle Canarie.

La RIC può essere utilizzata per una vasta gamma di investimenti tra cui l’acquisto di nuove attrezzature, la costruzione o la ristrutturazione edilizia, nonché l’investimento in ricerca e sviluppo.

In conclusione, sia grazie al Ley Beckham, sia grazie agli incentivi presenti alle Isole Canarie, la Spagna sta diventando una meta attraente anche dal punto di vista fiscale, al quale si aggiunge, come già anticipato, l’altissimo livello di qualità della vita.

Allora, cosa ne pensi? La Spagna sarà o non sarà il tuo prossimo Paradiso Fiscale? 

Scoprilo in consulenza con noi!

Wish You All the Very Best

Luca Taglialatela 

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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