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Exit Tax: Tasse Elevate se Te ne Vai all’Estero

7 Dicembre 2015
In questo report scoprirai che a causa della Exit Tax non hai più la libertà di uscire dall'Italia come una volta. Adesso devi pagare una tassa anche per uscire dai confini e stabilire l'azienda in un paese straniero.

italia exit tax

Ormai sappiamo bene che lo Stato italiano, insieme all’agenzia delle entrate sta provando a bloccare la tua attività.

Hanno interesse che resti nel Belpaese e continui a pagare lo stipendio ai politici, che continui a pagare per servizi che non funzionano, per una sanità che funziona male, per infrastrutture datate, per garantire la piu’ totale assenza dello Stato in aree depresse delle grandi città che accolgono milioni di cittadini stanchi e tartassati.

Nonostante quello che dice la politica nei telegiornale di tutti i giorni, le cose non stanno andando meglio. Io lo vedo, così come lo vedi tu, nel rapporto quotidiano con i miei clienti italiani. Alcuni chiudono, costretti al fallimento, altri sopravvivono a stento con i conti in rosso.

Esistono splendide realtà aziendali e non sono pochi quelli che ce la fanno. Ma, in realtà la grossa fetta se la prendono i grossi gruppi multinazionali con aziende sparse in tutto il mondo che non risentono davvero, data la loro dimensione globale, del fallimento di un singolo paese.

Ora, se stai leggendo questo articolo, so bene che stai pensando di andare via o, quanto meno, di investire o aprire succursali all’estero.

Bene, da oggi dovrai fare ancora più attenzione.

Exit Tax: Ti presento il tuo nuovo guinzaglio al collo

Da oggi in poi il trasferimento all’estero della residenza, della sede di una società o di una ditta individuale che svolge attività commerciale in Italia e’ tassato.

Ti avevano detto che se entravi a far parte dell’Unione Europea avresti avuto garantite alcune libertà fondamentali, tipo la libertà di stabilimento o la libertà di esercitare la tua attività economica dove ti pare … be’ … ti hanno proprio mentito a quanto pare !

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Come Funziona

Funziona così: la chiamano “Exit Tax”, probabilmente perché quando ci piace fare gli internazionali utilizziamo sostantivi inglesi anche se in Inghilterra non esiste niente del genere …

E’ un’ imposta sul reddito che lo Stato italiano ti calcola e ti applica automaticamente il giorno che formalmente la tua azienda non e’ più fiscalmente residente in Italia.

Il recente “Decreto Internazionalizzazione” prevede una “presunzione” di “realizzo” al “valore normale” sulla “emersione” possibile di una “plusvalenza” dei componenti dell’azienda o del complesso aziendale trasferiti all’estero che non siano confluiti in una “stabile organizzazione” in Italia.

Tanti paroloni complicati per dirti, in buona sostanza, che se ti porti l’azienda all’estero, lo Stato ti tassa sulla differenza tra quanto vale la tua azienda al momento che te ne vai (avviamento compreso) e quanto valeva quando l’hai acquistata o costituita. Punto.

Esiste una via d’uscita

Come ci si salva? La exit tax non trova applicazione se i beni aziendali confluiscono in una stabile organizzazione nel territorio dello Stato italiano a seguito del trasferimento di residenza.

Sarebbe come lasciare tutti i beni aziendali in un mgazzino in Italia prima di partire … ma ti rendi conto da solo che questi beni probabilmente ti serviranno nella tua nuova sede quando te ne andrai

In particolare, ecco cos’è una stabile organizzazione (S.O.) secondo il Testo Unico delle Imposte sui Redditi:

  1. una sede fissa di affari per mezzo della quale l’impresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello Stato;
  2. costituisce S.O. anche il soggetto non indipendente, residente o non residente, che nel territorio dello Stato conclude abitualmente in nome dell’impresa contratti diversi da quelli di acquisto di beni;
  3. il soggetto non legato da rapporti di dipendenza legale con l’impresa, che comunque esegua senza autonomia ed in modo abituale istruzioni della stessa e che in tale veste compia atti essenziali per la conclusione dei contratti che risultano vincolanti per l’impresa medesima;
  4. una sede direzionale;
  5. una succursale;
  6. un ufficio;
  7. un’officina;
  8. un laboratorio;
  9. un cantiere di costruzione o di montaggio o di installazione, nonché l’esercizio di attività di supervisione ad esso connesse, a condizione che il cantiere, progetto o attività abbia durata superiore a tre mesi;
  10. una miniera, un giacimento petrolifero o di gas naturale, una cava o altro luogo di estrazione di risorse naturali anche in zone situate fuori delle acque territoriali in cui, in conformità al diritto internazionale consuetudinario ed alla legislazione nazionale relativa all’esplorazione ed allo sfruttamento di risorse naturali, lo Stato può esercitare diritti relativi al fondo del mare, al suo sottosuolo e alle risorse naturali.

Insomma, ci sarebbe da lavorarci un po’ sopra …

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Esiste poi un’altra possibilita’.

Se te ne vai in un Paese appartenente all’Unione europea oppure allo Spazio economico europeo (See) è stato previsto un regime opzionale per la sospensione della riscossione o per la rateizzazione dell’imposta che consentono, rispettivamente, un recupero graduale dell’imposta o la possibilità di optare in luogo del pagamento immediato al momento del trasferimento di residenza, per il pagamento rateale di quanto dovuto.

Exit Tax: la nuova invenzione per trattenerti prigioniero

Le stanno inventando tutte pur di non farti andare via e prosperare. Anche andare contro i capisaldi sacrosanti (almeno su carta) dell’Unione Europea. Si attaccano a cavilli, a precedenti sentenze della Corte Giustizia che, a determinate condizioni, hanno avallato la legittimita’ di questa benedetta exit tax.

Ma la verita’ e’ che vogliono i nostri soldi a quanto pare, fino all’ultimo e fino all’ultimo centesimo.

Questa volta hanno coinvolto non solo le societa’, ma anche le ditte individuali, piccolissimi imprenditori che magari fatturano 30.000 euro l’anno ma, soprattutto, l’hanno fatta bella complicata.

Si, hai capito bene, anche se sei una ditta individuale sarai costretto a pagare una tassa per il semplice fatto che vuoi chiudere con lo Stato italiano e andartene a vivere all’estero.

Ma non devi farti scoraggiare. Ti meriti il successo imprenditoriale. Per te e per la tua famiglia.

Ti bastera’ fare i passaggi giusti e chiudere definitivamente con il fisco italiano.

Questo Ti aiutera’ a sentirti piu’ leggero e sereno. E con la serenita’ dalla tua sara’ tutto piu’ facile.

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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