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Un Trasferimento di Residenza Finito Male [Storia Vera]

3 Maggio 2017
In questo report imparerai quali sono i rischi concreti del tuo trasferimento di residenza. Ma soprattutto imparerai quali sono gli aspetti fiscali da prendere in considerazione in un trasferimento e perché non tutti sono in grado di aiutarti facendoti rischiare sanzioni pesanti e a volte anche penali.

Martedì 25 Aprile, ore 15:30. Ci risiamo. Incontro Skype preventivo. Ho un brutto presentimento già da qualche ora prima. Nelle poche righe di descrizione che il cliente ha inviato all’assistenza qualche giorno fa avevo già subodorato la puzza di qualcosa andato a male … che vuoi farci, dopo anni di esperienza sul campo di questo lavoro sviluppi un sesto senso. Proprio come quello di Dylan Dog o dei Cavalieri dello Zodiaco per intenderci … e quando il sesto senso si attiva, sai già cosa ti aspetta dall’altra parte del cavo … è un po’ come nella 3a casa di Gemini (a buon intenditore …), sai quando entri ma non sai come ne esci!

Iniziamo il collegamento.

“Buongiorno Dott. Taglialatela, piacere di conoscerla, deve aiutarmi.”

Ecco, cominciamo malissimo, non siamo neanche alle presentazioni iniziali e il cliente già chiede aiuto.

“Sa, sono stato molto sfortunato, in questi ultimi mesi mi è accaduto di tutto”.

A quel punto provo a tranquillizzarlo, senza sapere ancora di cosa si tratta … ma è troppo tardi … quello inizia a singhiozzare e poi a piangere … così, come ti verrebbe da fare alle scuole elementari quando ti rubano la merenda.

Imbarazzo. Tanto imbarazzo.

Massù, dico io, parliamone, troviamo una soluzione insieme.
Ma niente, il cliente è disperato, e continua a singhiozzare.

3 minuti di interruzione per un bicchier d’acqua, poi si ricomincia.

“Mi scusi dottore, è che sto attraversando un periodo complicato” … manco facessi lo psicologo … certe volte mi sento un pò come il Raffaele Morelli della situazione (dai che ve lo ricordate).

“L’altro mese, son tornato dal Congo, dopo un anno, e ho trovato una notifica dell’Agenzia delle Entrate.”

Eccoci. Ci siamo. Adesso sgancia la bomba.

“Vogliono 87.000 euro tra imposte e sanzioni …” e qui fa per rimettersi a piangere (giustamente penso io).

Capisco. Ma dovrebbe farmi la cortesia di dirmi cosa ci faceva in Congo e per quanto tempo ci è rimasto.

“Sì ecco, vede, dunque, sono andato in Congo 2 anni fa per conto di una grossa multinazionale, sa sono un ingegnere e ho fornito servizi di consulenza in loco per grosse opere pubbliche”.

E mi dica, si è iscritto all’AIRE?

“Si, guardi dottore, il mio consulente mi aveva detto di arrivare lì a andare al consolato prima entro 183 gg dall’inizio dell’anno solare e io l’ho fatto, come mi ha detto il consulente proprio, prima dei 183 gg anche, ma l’Agenzia delle Entrate me lo contesta, dice che l’iscrizione all’AIRE è stata fatta dopo i 183 gg, eppure il consulente mi aveva detto di fare così”.

Chiedo scusa, senza il bisogno di fare nomi, ma il suo consulente chi è?

“No sa dottore, son partito all’improvviso e così mi sono affidato ad uno sul web che fa riferimento al sito xxx.xxx.com. Mi sembrava bravo pure, abbiamo fatto una bella chiacchierata, mi ha rassicurato tanto e poi mi ha detto che pure lui l’aveva fatto, quando faceva l’imprenditore”.

Ho capito … avete fatto una bella chiacchierata … e cosa vi siete detti esattamente?

“Beh esattamente non lo ricordo, sa, poi il consulente mi ha detto che non ci sarebbero stati problemi, che la mia era una situazione semplice. E poi non mi ha lasciato nulla di scritto”.

Quindi mi faccia capire bene per favore, lei è andato in Congo per una parcella di circa mezzo milione e l’unica sua precauzione è stata quella di parlare con un consulente del quale non conosce né il nome né la faccia e che non ha Le ha messo nulla per iscritto?

Silenzio Angosciante.
Ancora silenzio.
Accenno di pianto e finalmente “… si dottore, è andata così …”.

“Eppure ho controllato le norme che mi citava il consulente, era proprio come mi aveva detto lui. “

Chiedo scusa, se era proprio come aveva detto lui, quando ha trovato la richiesta di Equitalia, perché non ha chiamato lui? Faceva prima no?

“Dottore non risponde alle mie mail e non ho mai avuto un numero di telefono.”

Va bene ingegnere, lasciamo perdere il consulente misterioso e veniamo a noi. Che cosa le contestano esattamente e perché?

“Mi dicono che per tutto il 2015 io sono considerato residente in Italia e che gli devo pagare tutte le tasse che non gli ho pagato nell’anno, compresi i capital gain che ho realizzato su un conto corrente francese per investimenti finanziari che avevo fatto a Parigi 10 anni fa e che ho realizzato nel 2015 …; mi dicono inoltre, che oltre ad aver fatto l’iscrizione AIRE in ritardo, avevo nel 2015 in Italia un conto corrente sul quale ho ricevuto bonifici, una casa dove è rimasta mia moglie … e mi chiedono sanzioni per omessa dichiarazione … dottore mi aiuti lei … ”

Va bene va bene. Tutto chiaro, si calmi e mi giri tutti i documenti che le hanno fatto pervenire.

Qui finisce la storia. O meglio continua, tutt’ora. In contenzioso, con avvocati tributaristi dedicati al caso di specie.

Il punto vero qui è un altro.

Siamo tutti bravi ad improvvisarci consulenti dopo aver letto uno o due articoli di legge. Poi magari possiamo anche aver trattato uno o due casi reali di trasferimento di residenza. Ma nonostante un po’ di esperienza rubata sul campo, quella che ti manca però, se non hai nemmeno uno straccio di titolo da fiscalista, è la VISIONE D’INSIEME.

È la visione di insieme che DEVI pretendere dal tuo consulente. Se non c’è quella, non c’è valore aggiunto. Chi analizza la tua storia, il tuo caso, non deve limitarsi a ripeterti che bisogna iscriversi all’AIRE o portarsi la moglie e il gatto quando ci si trasferisce … perché se è quello il tenore della consulenza che cerchi allora googla “come trasferirsi all’estero” e in bocca al lupo! Può bastare, almeno così risparmi.

Vedi. Per come la vedo io, esistono 3 tipi di consulenti.

1.Il Consulente Che NON ci Mette la Faccia

Costui per lo più non ha nessun titolo da fiscalista e di solito viene da esperienze imprenditoriali. Il che non vuol dire che sia il Flavio Briatore del caso. Ma che magari ha aperto un ristorante a Brighton e gli è andata male. Poi magari ha aiutato altri compaesani a raggiungerlo a Brighton e da lì viene tutta la sua esperienza di fiscalità internazionale.

La fiscalità è una roba seria. Non si impara facendo l’imprenditore o, almeno, non basta. Non è che se applichi le regole fiscali alla tua azienda allora diventi un guru della fiscalità. Sarebbe come pretendere di uno chef dopo un corso di cucina alla mensa dei poveri.

Ci vogliono anni di studio e pratica negli studi tributari (quelli grossi) con avvocati e commercialisti che hanno le palle quadrate, anni di contenzioso con l’Agenzia delle Entrate e anni passati a comprendere (e risolvere) i problemi delle aziende in più settori possibile (commerciale, finanziario, bancario, ecc.).

Ma poi, se tale consulente non ci mette la faccia.. ma come può fidarsi un cliente.

2. Il Consulente di Fiscalità Internazionale Che Non Si è Mai Mosso da Casa

Costui è molto spesso un commercialista accreditato. Uno che ha studiato e che di tributario ne capisce davvero. Si aggiorna, lavora duro e si dedica al cliente. Di base si espone poco sul web e si limita ad interventi di settore, spiegando in articoli tecnici perché le controlled foreign companies sono state modificate, come si applicano alla multinazionali, come si determina l’ACE e l’evoluzione delle black list in Italia.

E lo fa in maniera talmente tecnicamente ineccepibile che chi legge (a parte altri commercialisti) non ci capisce una sega.

Ora, questi consulenti (bravissimi) di solito lavorano in uno di quei grossi studi milanesi (al max una ventina in tutto a dir tanto) a disposizione delle multinazionali e delle banche. Nulla da eccepire, ci mancherebbe. Di fatto trattasi di commercialisti “dipendenti” che lavorano per due o tre clienti tutta la vita e che non si sono mai mossi da dietro la scrivania.

Sono dei mostri di bravura quando si tratta di fiscalità nazionale e capiscono i riflessi della fiscalità internazionale in Italia. Ma se la tua intenzione è quella di trasferirti all’estero per aprire un business, qualsiasi esso sia, l’aiuto che puoi ricevere da questa tipologia di consulenti non ti basta. Per tutti i seguenti motivi:

  • Tanto per iniziare, non saprebbero consigliarti dove andare o dove stabilire il tuo business e perché. Sono fortissimi sulla legislazione nazionale ma quello che succede negli altri paesi lo leggono al massimo sul Sole24Ore. Non si muovono mai da dietro la scrivania se i loro capi non li mandano a portare documenti a Londra o a NY.
  • Non hanno network se non le piazze principali come Londra e HK, il resto del mondo per loro non esiste. Questo perché i loro clienti necessitano per lo più sempre delle stesse operazioni ( es. Acquistare casa a Londra, mandare un dipendente a Hong Kong, ecc,).
  • Fanno le stesse cose (anche complicate) da una vita (dichiarazioni, fusioni, calcolo delle imposte assolte all’estero …). Ma se li levi dal binario su cui li hanno messi vanno in tilt, non sono abituati a gestire la diversità ma soprattutto la flessibilità dei business altamente digitalizzati di oggi.

3. Il Consulente Che Ha Una Visione di Insieme.

Va da sé che io appartengo a questa categoria 🙂
Ma, udite udite, non sono certo l’unico al mondo, ce ne sono altri, davvero. Basta sapere dove andare a scovarli.

Avere una visione di insieme non significa recitare a memoria la regoletta dell’iscrizione all’AIRE, troppo facile così. Avere una visione d’insieme significa capirne (perché l’hai studiata ed applicata per anni):
– di legislazione domestica italiana
– di legislazione domestica del paese dove il cliente si trasferisce
– di legislazione UE
– di legislazione OCSE
– di legislazione domestica di tutti gli altri paesi che coinvolgono il business del cliente
E all’interno di tutte queste cose il tuo consulente deve essere in grado di analizzare gli aspetti legati ALMENO:
– alle imposte dirette
– alle imposte indirette (es. IVA)
– alle cosiddette withholding tax sui passive income
– ed agli effetti che l’evoluzione del tuo business avrà sulla struttura fiscale implementata quando il tuo business crescerà.

Ti faccio un altro esempio.

Quando decidi di partire perché ad esempio sei un nomade digitale che guadagna sul web con una serie di servizi come Consulenze, Affiliate marketing, Adsense, Ebook, ecc., il tuo consulente non può limitarsi a dire di iscriverti all’AIRE nei tempi giusti.

Un consulente con una visione di insieme deve darti indicazioni dettagliate (e per iscritto) su almeno tre punti:

  • deve essere in grado di dirti quali sono le formalità, le modalità di tassazione e l’impatto economico che avranno sul tuo business le imposte sul reddito e le imposte al consumo (come l’IVA). Perché vedi, l’Iva può avere un impatto incredibilmente importante nei flussi legati al tuo business. Potresti doverla applicarla o meno a seconda del paese dove vai, del paese dove sono i tuoi clienti, del paese dove il tuo bene o il tuo servizio è utilizzato, ecc. L’Iva, per intenderci, non si impara con l’esperienza di imprenditore … si tratta di un autentico delirio le cui regole cambiano di anno in anno.
  • deve fare attenzione ai tuoi visti. Il consulente non può limitarsi a dire “parti e fatti il visto”. La questione dei visti è delicatissima. Ma lo sai che ad esempio in Tailandia se ti fermano all’aeroporto con il visto sbagliato rischi (se ti va bene) che ti buttino fuori e non ti facciano rientrare più? Tra l’altro, lo sapevi che il consolato non è obbligato da nessuna legge ad iscriverti all’AIRE? Può serenamente rifiutarsi? Tu lo sai cosa si fa in questi casi?

Un consulente serio, prima di farti partire, analizza tutti i seguenti elementi di cui potresti essere in possesso:

  • Immobili (in Italia e/o all’estero)
  • Conti correnti (in Italia e/o all’estero)
  • Investimenti in Strumenti finanziari (es, libretti di risparmio, fondi di investimento, risparmio gestito, risparmio amministrato, ecc,)
  • Donazioni
  • Chiusura partita come ditta individuale
  • Liquidazione della società se ne hai una
  • Verifica exit tax
  • Verifica rischi di stabile organizzazione occulta in Italia
  • Verifica debiti verso l’Erario
    Ecc. ecc.

Se anche uno solo di questi elementi sono tralasciati dal tuo consulente, allora cambialo! Dalla errata gestione di uno solo di questi elementi può derivare una sanzione salata.

Ricorda, la competenza del tuo consulente è l’unica cosa che ti separa da un bagno di sangue. L’unica cosa seria cui affidarsi in un trasferimento e nella pianificazione del tuo business, qualsiasi esso sia.

Scegli bene il tuo consulente prima di partire, perché quando arriverà l’Agenzia delle Entrate sarà troppo tardi.

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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