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Vivere in Spagna: Paradiso Fiscale per Imprenditori Digitali

30 Marzo 2024

La Spagna è un paradiso fiscale? O meglio, può essere inserita all’interno di schemi di pianificazione più o meno complessi per ottenere dei vantaggi importanti?

In questo articolo parleremo del sistema tributario spagnolo, di quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un Paese così vicino al nostro e, per certi versi, però così lontano che cresce ad una misura, diciamo, anche più rapida di quella italiana.

Andiamo allora a capire com’è impostato il sistema tributario locale per prenderne spunti e capire se può fare al caso nostro.

E partiamo, chiaramente, dall’inizio, cioè dal principio di residenza fiscale, o meglio, quando una persona fisica, un imprenditore, è considerato fiscalmente residente in Spagna.

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Fondamentalmente, ci sono tre criteri: quello classico dei 183 giorni nel periodo di imposta, per cui, se io mi sposto a vivere in Spagna e rimango fisicamente qui per oltre 183 giorni, tra il primo gennaio e il 31 dicembre, sono considerato automaticamente fiscalmente residente in Spagna e qui devo pagare le tasse.

L’alternativa è andare a vedere dove si trova il centro degli interessi vitali del contribuente, per cui, se anche non mi trovassi fisicamente presente in Spagna per 183 giorni, ma lo facessero invece i miei interessi, allora sarei di nuovo considerato fiscalmente residente in Spagna, a prescindere da dove sia ubicato nel mondo.

Inoltre, bisogna fare molta attenzione alla presenza del coniuge e dei figli. Anche in altri ordinamenti, come quello italiano, ma quello spagnolo è particolarmente attento; per cui, se vado via ma mantengo mia moglie o mio marito, o i miei figli, all’interno del territorio spagnolo, posso dimenticarmi di perdere la residenza fiscale.

Quali sono le imposte che si applicano in Spagna?

Partiamo dalle persone fisiche, dalla cosiddetta personal income tax, che qui si chiama IRPF, che è una sorta di IRPEF italiano a tutti gli effetti, cioè si applica per scaglioni progressivi di reddito, che vanno da una aliquota del 19%, più bassa della nostra aliquota italiana più bassa, fino ad arrivare al 47%.

Di nuovo, si applica anche un’imposta sui capital gain, quindi tutti i miei capital gain, e i miei passive income, come per esempio i dividendi, sono soggetti ad aliquote crescenti per scaglioni progressivi.

Quindi più guadagno, più pago, che partono dal 19% e questa volta, invece, si fermano al 28%; quindi, potrei, a seconda dell’ammontare di passive income, pagare più o meno di quello che invece pago in Italia, dove c’è una flat del 26% a livello generico sui redditi di natura finanziaria.

Esiste poi un’imposta anche per i non residenti, ossia, se io non sono residente in Spagna ma ho qui una fonte di reddito di qualsiasi tipo: un’impresa, un investimento finanziario, un investimento immobiliare, sono soggetto ad una tassazione flat del 19%, che sale al 24% nella misura in cui io, non residente, non mi trovo in nessun paese dell’Unione Europea dello spazio economico europeo, ma quindi, per esempio, mi trovo a Dubai, a Panama, eccetera eccetera.

Questo effetto, questa tassazione, può essere mitigato dall’applicazione di un trattato contro le doppie imposizioni, il cosiddetto Double Tax Treaty.

Quindi, in realtà, è risolvibile, o quantomeno diminuibile, anche perché la Spagna è un paese che ha un numero impressionante di trattati contro le doppie imposizioni.

Passando invece alla Corporate Income Tax, cioè alla tassa sulle società, ci stupiremo di trovare alcuni vantaggi che in Italia, per esempio, mancano.

Esiste anche qui una flat del 25% sulla differenza, chiaramente, tra ricavi e costi. Quindi, anche il reddito d’impresa, come lo calcolano loro, lo calcoliamo anche noi. In realtà, le similitudini con l’Italia, e con i sistemi tributari di mezza Europa, sono abbastanza simili.

  • Anche qui abbiamo una participation exemption,
  • anche qui abbiamo una deducibilità degli interessi passivi nei limiti del 30% delle EBITDA,
  • anche qui abbiamo la neutralità di imposta nella ristrutturazione delle imprese.

Tornando invece, alle operazioni cosiddette straordinarie come acquisizioni, fusioni, conferimenti, in Italia sono soggette ad una neutralità fiscale ed anche in Spagna.

Tornando invece all’applicazione dell’aliquota, l’aliquota generica qui è del 25%, quindi l’equivalente della nostra IRES che qui si chiama IS.

Quello che, però, non tutti dicono, che spesso sfugge, è che questo 25% scende al 23% nella misura in cui il tuo gross revenue, il tuo fatturato, non superi un milione di euro.

Chiaramente, è una piccola agevolazione. Più importante, invece, la flat al 15% nei primi due periodi di esercizio in utile, quindi, non nei primi due esercizi di imposta.

Quindi, magari, poniamo, un’impresa che si pone come startup: i primi due anni va in perdita, il terzo e il quarto anno va in utile, e allora si applicherà soltanto il 15%. Quindi, in qualche modo, questo pone la possibilità di avviare una startup in Spagna ad una tassazione che è esattamente uguale alla metà di quella italiana, dove non ci dimentichiamo esiste l’IRES, ma esiste anche l’IRAP, che sommati insieme arrivano intorno, appunto circa al 30%. Questa è una grande agevolazione.

Passando invece alle imposte patrimoniali, la Spagna anche qui ci va giù abbastanza pesante. Infatti, esiste un’imposta sul patrimonio. Ricordiamo che ci sono 17 territori qui in Spagna, 17 regioni, ognuno applica l’aliquota patrimoniale che ritiene opportuna.

La Provincia di Madrid, in realtà, non la applica. Le aliquote vanno dallo 0,5% al 2,5%. Esiste una tassa anche sui grandi patrimoni, sulle grandi fortune; quindi, qui si tassano i ricchi da un lato, ma ci sono anche tante agevolazioni.

Esiste anche un’imposta sulle successioni e sulle donazioni. Esistono alcune regole, come la 60% Wealth Tax o come lo Spanish Compliant Account, che permettono di intervenire in maniera massiccia nella riorganizzazione della tassazione, quindi nella riorganizzazione fiscale del patrimonio, soprattutto qui a Madrid.

Ad esempio, tutti i giocatori del Real Madrid vengono a giocare qui non solo per motivi evidentemente di prestigio, ma anche per motivi fiscali.

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Chiudono il sistema tributario spagnolo l’applicazione di una Exit Tax.

Che cos’è una Exit Tax? È una tassa che mi dice che se, negli ultimi 15 anni di imposta ho vissuto perlomeno 10 anni da fiscalmente residente in Spagna, al momento della mia uscita, i plusvalori latenti di tutto il mio wealth, di tutto il mio patrimonio, potrebbero essere soggetti a un’imposta.

Su questa imposta c’è un grosso parlare, in realtà, perché sembrerebbe andare in contrasto con le libertà fondamentali dell’Unione Europea, ma qui c’è un problema, diciamo, di “sistema”, perché la Francia ne ha una, in Italia se ne parla.

In Italia, abbiamo quella sulle persone giuridiche, non sulle persone fisiche ma comunque la dobbiamo prendere in considerazione.

Esiste, inoltre, una norma antiabuso, anti paradisi fiscali, per cui, se un cittadino di nazionalità spagnola, dopo aver pagato le tasse in Spagna, decide di trasferirsi in un paradiso fiscale come Montecarlo, per esempio, è considerato automaticamente residente in Spagna per i 5 anni successivi.

Questa norma si applica, però, soltanto agli spagnoli di nazionalità, quindi, a chi ha il passaporto spagnolo; per cui c’è spazio per una pianificazione di un italiano che evita di prendere la cittadinanza spagnola.

Esistono anche qui, delle norme generali antiabuso, le cosiddette GAAR o SAAR.

Quindi, alla luce di tutto questo escursus, sembrerebbe che non ci sia spazio ad una pianificazione.

In realtà, esistono degli istituti particolari, come quello della legge Beckham o come quello delle cosiddette ETVE, le holding spagnole, oltre agli strumenti che ho citato prima di pianificazione e professione patrimoniale, che fanno della Spagna, nonostante sia uno degli ultimi fortini socialisti, un paese molto interessante da prendere in considerazione per le pianificazioni fiscali.

Quindi, di per sé, la Spagna non è un paradiso fiscale, ma può diventarlo.

Se vuoi sapere come, se sei interessato a un trasferimento in Spagna o una ristrutturazione del tuo attuale business, passando per il territorio spagnolo, allora ti invito a prenotare una call con me o con un membro esperto del mio team.

Wish You All The Very Best

Luca Taglialatela

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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