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Pagare le tasse a Dubai? Novità clamorose in arrivo

15 Maggio 2023

Negli ultimi anni migliaia di imprenditori, liberi professionisti e nomadi digitali si sono trasferiti a Dubai attirati dalla promessa di non avere tasse da pagare e da un lifestyle esuberante, ma a partire da Giugno 2023 non sarà più così.

La situazione sta per cambiare, e sembra proprio che bisognerà iniziare a pagare le tasse a Dubai.

Il Ministero delle Finanze degli Emirati Arabi Uniti sta introducendo delle novità clamorose riguardo al pagamento delle imposte, e Dubai rischia di uscire a stretto giro dalla classifica dei paradisi fiscali più ambiti.

Il recente Decreto Legge N.47 del 2022 sulla Tassazione delle Società e delle Imprese introduce una tassa federale sui profitti che sarà applicabile a partire dal 1 giugno 2023.

Se hai aperto la tua società emiratina senza l’aiuto di un tributarista internazionale rischi di ritrovarti in guai seri, perché le carte in tavola stanno per cambiare e bisogna mettersi in regola il prima possibile.

Younis Haji Al Khouri, sottosegretario del Ministero delle Finanze, ha dichiarato: “Il Ministero sta lavorando per fornire chiarezza e orientamento a coloro che sono o potrebbero essere soggetti all’Imposta sulle Società degli EAU, in modo che possano comprendere le disposizioni della legge e perché è stata promulgata. 

La Guida Esplicativa riflette il nostro impegno continuo a garantire che i contribuenti siano sostenute e fornite con informazioni prima dell’entrata in vigore della legge.” (NB traduzione non ufficiale).

Il Qualified Income per le Free Zone: questo sconosciuto

Tra le novità introdotte dall’ultimo decreto Legge troviamo l’applicazione di un’aliquota di imposta sulle società pari allo zero per cento per i redditi imponibili fino a 375.000 Dirham all’anno, e un’aliquota sempre dello zero per cento le “Free Zone Qualified Person” ma solo sul “Qualified Income” che però ad oggi (maggio 2023) non è stato ancora spiegato cosa significhi con precisione. Quello che è certo è che aumenterà come minimo l’onere contabile ed amministrativo anche delle società incorporate nelle Free Zone.  

Inoltre, agevolazioni significative per le imprese, garantiranno alle start up locali benefici per i quali le stesse non pagheranno alcuna tassa – al ricorrere di requisiti fissati dal decreto – laddove il loro fatturato sia inferiore ai 3 milioni di Dirham per singolo anno di imposta.

La guida esplicativa al Decreto Legge  N.47 del 2022 descrive poi con minuzia le ulteriori novità in tema di redditi di impresa: dalle ritenute pari allo zero per cento sui pagamenti transfrontalieri e nazionali di dividendi e royalties alle esenzioni per i dividendi in entrata distribuiti dalle filiali estere di società emiratine; dalle esenzioni sulle plusvalenze provenienti dall’alienazione di partecipazioni locali ed estere laddove ne siano soddisfatte le relative condizioni alla concessione di crediti d’imposta sui redditi esteri già soggetti a tassazione.

La buona notizia è che in relazione a queste novità, come è possibile capire dalla lettura del testo, il peso fiscale non aumenterà, ma la complessità della relativa gestione burocratica e amministrativa invece sì, avvicinandosi a quella ben nota del continente europeo. 

I Chiarimenti Ministeriali Punto per Punto

Brevemente, la guida ministeriale introduce, o più che altro interviene aggiungendo e tentando di spiegare meglio, istituti giuridici che non ci saremmo mai aspettati essere messi in vigore negli Emirati, ma tant’è. 

Ce ne faremo una ragione e impareremo a gestirli evitando ai nostri clienti di fare, o meglio, di subire danni.

Del resto, è il mestiere che seguiamo con passione da oltre 20 anni. E con i cambiamenti normativi abbiamo ormai imparato a convivere. 

Ciò che devi considerare però è che questo è solo l’inizio del cambiamento. Peggiorerà. O migliorerà, quello dipende dai punti di vista. Dovrai però adesso imparare a convivere con i seguenti principi e concetti che avevi del tutto abbandonato probabilmente, il giorno che hai lasciato l’Italia e ti sei trasferito a Dubai. 

Ad esempio, dal primo giugno 2023:

  • esiste un nuovo concetto di residenza fiscale per le persone fisiche e per le persone giuridiche incorporate nelle free zone. Un Emirates ID a seconda dei casi, ad esempio, potrebbe non bastare a garantirti la residenza fiscale in EAU. 
  • esterovestizione delle persone giuridiche: il Ministero delle Finanze chiarisce che una società straniera è ‘effettivamente gestita o controllata’ negli EAU se le ‘decisioni strategiche e i poteri riguardanti la gestione dell’entità’ sono esercitati negli EAU.. 
  • deducibilità delle spese per intrattenimento personale: si tratta di tutte quelle spese promiscue a metà tra business e vita personale (viaggi, ristoranti, fitto di casa. ecc.). Sembrerebbero deducibili adesso al 50%.  
  • Transfer Pricing: la nuova guida ministeriale include anche una spiegazione dettagliata dei nuovi requisiti e delle soglie di ricavi per cui si rende obbligatorio provvedere alla documentazione del Transfer Pricing per garantire un onere di conformità con la standard internazionale. 
  • Perdite fiscali. In assenza di tassazione, il concetto di perdita fiscale era del tutto inesistente. Adesso invece dovremmo farci i conti. Il ministero delle Finanze chiarisce la possibilità di utilizzare le perdite fiscali in compensazione con gli utili dei periodi fiscali futuri senza alcuna limitazione temporale (meno male!), così come la possibilità di trasferire le perdite fiscali tra le società del “gruppo fiscale” (anche questo di nuova introduzione), quando ne ricorrano le condizioni stabilite dal decreto.
  • Norma Anti Abuso Generale. Chi è sorpreso a fare giochetti per ridurre il carico fiscale adesso verrà giudicato dalla competenti autorità con la applicazione di sanzione immagino di natura amministrativa (ricordiamo che le società del Mainland pagano il 9%per la parte di utile che eccede i 375.000 Dirham per singolo anno di imposta e che anche le Free Zone Company avranno una base imponibile da monitorare adesso).

La Guida esplicativa al Decreto Legge N.47 del 2022 continua con ulteriori spiegazioni e nuovi istituti. Sono 200 pagine circa e me le sono lette io per voi 🙂 

Altre novità e chiarimenti seguiranno. E’ solo l’inizio. 

Il punto è che Dubai è ancora uno dei best relocation plan su piazza (non l’unico), ma si ferma saldamente sul podio delle possibilità in termini di nuove residenze fiscali oggi nel mondo. 

Solo che da adesso devi stare più attento. Non puoi più affidarti a “chi apre società” senza un titolo o una formazione adeguata in tema di fiscalità nazionale ed internazionale. 

Adesso hai necessità di affidarti ad un professionista del settore che monitori l’andamento normativo, la sua interpretazione e le sue interconnessioni con il diritto tributario delle giurisdizioni con cui fai business su base quotidiana. 

Dubai rimane un mezzo paradiso fiscale, e va bene, va benissimo. 

Devi però aggiornare il mindset con cui ti “affidavi” a soggetti terzi senza nessuna qualifica (il che poteva pure andare bene perché non c’erano regole particolare da rispettare) e devi affidarti adesso a chi con il fisco ci convive da oltre 20 anni, rimboccandosi le maniche e girando il mondo per garantire l’assistenza migliore ai suo clienti. 

Wish You All The Very Best

Luca Taglialatela  

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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