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Trasferirsi a Dubai: Paradiso Fiscale Arabo

8 Giugno 2016

In questo report ti spiego perché e come trasferirsi a Dubai, il primo paradiso fiscale arabo nel quale non si pagano tasse, si beve liberamente alcol e si vive con uno standard di vita elevatissimo.

Dubai è una delle mete preferite di coloro che vogliono mettere al sicuro il proprio reddito e il proprio patrimonio dal Fisco cattivo dei paesi ad alta tassazione. Infatti Dubai è diventato un vero e proprio paradiso fiscale dove non si pagano imposte sul reddito personale e sul reddito di impresa. Ma l’Emirato è molto più di questo, è quella che io definisco la Hong Kong araba.

A Dubai non solo non si pagano imposte sul reddito di impresa e sul reddito personale, ma non esiste l’IVA, esattamente come a Hong Kong. Questo vuol dire che su ogni prodotto di consumo che acquisti (computer, lavatrici, divani, caramelle) non c’è un sovrapprezzo del 22%.

Inoltre non c’è l’imposta sul capital gain (guadagno in conto capitale) e nemmeno sui dividendi. In pratica, l’Emirato è un luogo perfetto sia per chi fa impresa che per coloro che detengono titoli azionari poiché non pagherebbero imposte né sui dividendi ottenuti dalle loro partecipazioni né dalla vendita delle loro partecipazioni stesse. E infine, ciliegina sulla torta, non c’è nemmeno un’imposta di successione.

Allora come fa l’Emirato a finanziare le attività pubbliche e governative? Dubai trae il suo profitto principalmente dal petrolio dato che le sue compagnie petrolifere sono soggette a una tassazione del 55%. Ma anche i servizi finanziari portano nelle casse dell’erario molto denaro: le banche sono soggette a una tassazione del 20%. L’Emirato trae i suoi introiti anche dai costi di registrazione delle aziende ($5000 per incorporarne una nuova e $2500 per il rinnovo annuale).

Se non hai un’agenzia petrolifera o una banca puoi dimenticarti di pagare le tasse a Dubai, piuttosto dovrai pagare i costi di registrazione annuali della tua azienda.

Un altro aspetto positivo di Dubai è che ha firmato più di 43 trattati contro le doppie imposizioni, il che è molto insolito per un paradiso fiscale. Eppure l’Emirato ha anche questo incredibile asset da offrire ai suoi residenti e agli uomini d’affari che intrattengono rapporti con questo piccolo Stato. Inoltre Dubai è sulla lista bianca dell’OCSE per aver firmato numerosi trattati sullo scambio di informazioni per cui avere un conto corrente o un’azienda in loco non costituisce un problema.

Come se non bastasse, Dubai offre ottime opportunità anche per le aziende online. Uno delle prassi più ricorrenti è quella di formare una compagnia offshore alle Virgin Islands e registrare tale compagnia in una delle free trade zones dell’Emirato. La Dubai Internet City (DIC) è probabilmente il luogo ideale per gli e-commerce e le aziende interamente online che vogliono trovare un luogo dove trasferirsi stabilmente.

Trasferirsi a Dubai: Residenza Permanente

Innanzitutto diciamo che prima di trasferirsi definitivamente conviene farsi un’idea del luogo. In tal caso ti consiglio di prendere un visto turistico. Se vieni dall’Europa puoi riceverlo direttamente in aeroporto a Dubai. Non hai bisogno di richiederlo 20 giorni prima in ambasciata come funziona con gli altri paesi.

Se l’Emirato fa al caso tuo e vuoi trasferirti in maniera permanente allora le opzioni sono le seguenti. Ci sono tre modi per ottenere la residenza permanente a Dubai:

– Lavoro: ti fai assumere da un’azienda locale che ti fornirà una residenza permanente per due anni rinnovabili.

– Business: incorpori un’azienda a Dubai e ottieni una residenza permamente della durata di due anni rinnovabili

– Investimento: acquisti una proprietà del valore minimo di 250.000€ per avere una residenza permanente di 6 mesi

Il problema dell’Emirato è che il governo è molto sospettoso da questo punto di vista. Non ama avere stranieri tra i piedi a meno che non siano strettamente necessari (portano ricchezza, manodopera e know-how). Per cui la tua residenza permanente dipenderà sempre dal tuo contributo all’economia dello Stato.

Molti si sono lamentanti perché dopo una vita lavorativa passata a Dubai hanno dovuto, al momento della pensione, lasciare il paese. Quindi tieni conto di questa importante caratteristica, non sarai mai accettato completamente dalle autorità locali.

Se invece decidi di usare l’Emirato per meri fini utilitaristici (rapporto di convenienza) allora avrai un’ottima esperienza di vita in questo paradiso fiscale arabo. Infatti, Dubai è un ottimo luogo per vivere visto che c’è un livello di criminalità molto basso, ottime scuole, infrastrutture e ospedali di altissima qualità. Ovviamente sono tutti servizi che costano, ma si presume che solo persone benestanti si trasferiscano a Dubai.

Per le donne Dubai è una specie di paradiso in terra vista l’ampia copertura di centri commerciali su tutto il territorio. Ci sono oltre 50 centri commerciali di grandi dimensioni. Un vero parco giochi per le donne che vivono nell’emirato.

Ma anche gli uomini possono godere di questa splendida terra: le apparecchiature elettroniche e i computer possono essere acquistati a prezzi generalmente inferiori grazie alla bassa tassazione e alla totale mancanza di IVA. Inoltre sebbene sia un paese musulmano, gli stranieri raggiungono quasi la metà della popolazione e l’alcol può essere tranquillamente acquistato e consumato in bar e ristoranti.

Nonostante sia una città abitata da persone mediamente ricche e benestanti il costo della vita è inferiore rispetto a quello di Roma che invece è una città italiana sottoposta a tassazione elevatissima.

Quindi alla fine i romani, che sono più poveri dei cittadini di Dubai, pagano molto di più nella vita di tutti i giorni. Anche i prezzi delle abitazioni sono più bassi a Dubai. L’unica cosa che nell’Emirato costa enormemente di più che a Roma sono i costi degli affitti.

Trasferirsi qui significa apportare una grande svolta alla propria vita e alla propria attività imprenditoriale.

Luca Taglialatela

Dottore commercialista e tributarista internazionale, creatore di Trasferimento Sicuro, il primo blog dedicato ai trasferimenti di residenza fiscale dall’Italia verso l’estero e Tax Planning Internazionale, il primo blog che insegna agli imprenditori come risparmiare fiscalmente sull’attività della propria azienda grazie al tax planning internazionale.

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